Roberto Pelillo

Roberto Pelillo

Alla fine degli anni ’50 del secolo scorso l’Abruzzo non aveva nessuna Facoltà Universitaria, ma l’esigenza di poterne avere una, aveva coalizzato non solo gli studenti interessati, ma anche l’intera opinione pubblica e, naturalmente, la classe politica di allora.
Mentre gli amministratori con alterne vicende e con qualche mal sopita punta di campanilismo, si riunivano periodicamente per realizzare un “percorso praticabile” (basti pensare alla costituzione di un Consorzio Universitario interprovinciale) gli universitari dell’epoca si riunivano abbastanza spesso per tenere qualsiasi strada che permettesse la dignità e la gioia di avere un ateneo abruzzese, avendo nel contempo davanti l’unica soluzione nell’iscrizione alle più datate Università di Roma, Bologna, piuttosto che Macerata, Camerino ed Urbino.

La sera tra il 18 ed il 19 marzo del 1959 fu organizzato uno di questi incontri a Pescara e, con spirito goliardico e forte motivazione, una delegazione di ben otto studenti di Teramo, appartenenti al C.U.T. (Circolo Universitario Teramano), si recò a Pescara. Per cause che non sono mai state totalmente chiarite e con grande effetto emotivo sulla popolazione, nella fase di rientro da Pescara gli otto giovani amici, purtroppo stipati in un’unica macchina, incorsero in un tragico incidente stradale sulla Statale 16 nei pressi dell’abitato di Scerne di Pineto.

All’immenso dolore per la perdita di vite così giovani (furono infatti quattro i morti) seguì una serie di iniziative con la finalità di ricordarli nel modo migliore.
Proprio uno degli scomparsi, Berardo Cavarocchi, con Lino Nisii, Roberto Pelillo ed alcuni altri, s’erano rivolti già nell’autunno del 1958 a Giammario Sgattoni, e poi all’Ente per il Turismo, perché si realizzasse l’idea di una manifestazione culturale. Dopo quel tragico evento tre esponenti del C.U.T. si recarono presso l’Ente provinciale per il Turismo (Direttore dell'epoca il compianto dott. Arturo Favazzi) e successivamente presso il Sindaco di Teramo (il sempre ricordato prof. Carino Gambacorta) per suggerire di ricordare i quattro amici scomparsi con una manifestazione culturale.

Nel giro di pochissime settimane la proposta fu accolta e l’idea realizzata: nel “Giugno Teramano” del 1959 trovò spazio ed ottima accoglienza il primo premio letterario ”Teramo”, promosso dal C.U.T. .

Da quel momento il “premio per un racconto inedito” ha vissuto momento felici e fasi più sopite, ma nei promotori, nei parenti e negli amici di quei quattro universitari teramani deceduti è sempre stato vivo il ricordo non solo degli scomparsi, ma anche della nobile ragione che permise la nascita di un premio letterario per futura memoria.

Le Università abruzzesi e il premio letterario Teramo devono, quindi, un po’ della loro esistenza al tragico evento di quella notte del 19 marzo 1959.

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